lunedì 7 luglio 2014

Murray Newton Rothbard. Parte seconda e ultima. Quello che lo Stato è



  “ L’uomo è nato nudo al mondo e bisognoso di usare la sua mente per imparare come prendere le risorse dategli dalla natura e trasformarle (per esempio, con l’investimento in «capitale») in fogge, forme e luoghi in cui le risorse possono essere usate per la soddisfazione dei suoi bisogni e l’innalzamento del suo livello di vita. L’unico modo in cui l’uomo può fare questo è con l’uso della sua mente e della sua energia per trasformare le risorse («produzione») e per scambiare questi prodotti con prodotti creati da altri. L’uomo ha scoperto che, attraverso il processo dello scambio volontario e reciproco, la produttività e quindi i livelli di vita di tutti i partecipanti allo scambio possono crescere enormemente. Il solo corso «naturale» che l’uomo ha per sopravvivere e per raggiungere la ricchezza, quindi, è usare la sua mente e la sua energia per impegnarsi nel processo di produzione e scambio. Egli fa questo, per prima cosa, scovando le risorse naturali, e poi trasformandole («mescolando il suo lavoro» con esse, come dice Locke), per farne la sua proprietà individuale, e poi ancora scambiando questa proprietà con le proprietà che altri hanno ottenuto in modo simile. Il percorso sociale dettato dai requisiti della natura umana, quindi, è il percorso dei «diritti di proprietà» e del «libero mercato» del dono o dello scambio di tali diritti. Attraverso questo percorso, gli uomini hanno appreso come evitare i metodi da «giungla» del combattimento per risorse scarse secondo il quale A può acquisirle solo a spese di B e, invece, come moltiplicare enormemente quelle risorse in un processo di produzione e scambio pacifico e armonioso.
Il grande sociologo tedesco Franz Oppenheimer indicò che ci sono due modi reciprocamente escludentisi di acquisire ricchezza; uno, il suddetto modo di produzione e scambio, lo chiamò il «mezzo economico». L’altro modo è più semplice in quanto non richiede produttività; è il modo della confisca dei beni o servizi di un altro con l’uso della forza e della violenza. Questo è il metodo del sequestro unilaterale, del furto della proprietà degli altri. Questo è il metodo che Oppenheimer definì «il mezzo politico» per la ricchezza. Dovrebbe essere chiaro che l’uso pacifico della ragione e dell’energia nella produzione è il percorso «naturale» per l’uomo: il mezzo per la sua sopravvivenza e prosperità su questa terra. Dovrebbe essere egualmente chiaro che il mezzo coercitivo dello sfruttamento è contrario alla legge naturale; è parassitario poiché, invece di aggiungere, sottrae alla produzione. Il «mezzo politico» travasa la produzione verso un individuo o gruppo parassitario e distruttivo; e questo travaso non solo sottrae a chi produce, ma inoltre abbassa l’incentivo del produttore a produrre oltre la propria sussistenza. Nel lungo periodo, il rapinatore distrugge la propria sopravvivenza diminuendo o eliminando la fonte del proprio approvvigionamento. Ma non solo: persino nel breve periodo, il predatore sta agendo contrariamente alla propria autentica natura di uomo.
Siamo ora in una posizione che ci consente di rispondere in modo più completo alla domanda: che cosa è lo Stato? Lo Stato, nelle parole di Oppenheimer, è l’«organizzazione del mezzo politico», è la sistematizzazione del processo predatorio su un dato territorio. Essendo la criminalità, nella migliore delle ipotesi, sporadica e incerta, il parassitismo è effimero, e il cordone ombelicale coercitivo e parassitario può essere reciso in ogni momento dalla resistenza delle vittime. Lo Stato fornisce un canale legale, ordinato e sistematico per la spoliazione della proprietà privata; è per mezzo dello Stato che il cordone ombelicale che lega la casta parassitaria alla società viene reso certo, sicuro e relativamente «pacifico». Dal momento che la produzione deve sempre precedere la spoliazione, il libero mercato è anteriore allo Stato. Lo Stato non è mai stato creato da un «contratto sociale»; è sempre nato dalla conquista e dallo sfruttamento. Il paradigma classico è quello di una tribù conquistatrice che cessa il suo metodo consacrato dal tempo di saccheggiare e uccidere una tribù conquistata, per realizzare che la durata nel tempo del sacco sarà più lunga e sicura, e la situazione più piacevole, se alla tribù conquistata viene concesso di vivere e produrre e i conquistatori si stabiliscono in mezzo ai conquistati come governanti che esigono un tributo fisso annuale. Un metodo della nascita dello Stato può essere illustrato come segue: sulle colline della Ruritania meridionale, un gruppo di banditi riesce a ottenere il controllo fisico sul territorio e alla fine il capo dei banditi si proclama «Re del governo indipendente e sovrano della Ruritania del Sud»; e, se lui e i suoi uomini hanno la forza di mantenere il governo per un periodo, op là, un nuovo Stato si è unito alla «famiglia delle nazioni», e coloro che erano condottieri di banditi sono stati trasformati nella nobiltà legale del regno.”
MURRAY NEWTON ROTHBARD (1926 – 1995), Anatomia dello Stato (pp. 209 – 239), in, a cura di Nicola Iannello (saggio introduttivo ‘I diritti presi sul serio. Per una genealogia del libertarismo’), La società senza Stato: i fondatori del pensiero libertario, Rubbettino, Soveria Mannelli – Catanzaro 2004, Parte terza ‘Libertari’, ‘Quello che lo Stato è’, pp. 211 – 214.




“ Man is born naked into the world, and needing to use his mind to learn how to take the resources given him by nature, and to transform them (for example, by investment in «capital») into shapes and forms and places where the resources can be used for the satisfaction of his wants and the advancement of his standard of living. The only way by which man can do this is by the use of his mind and energy to transform resources («production») and to exchange these products for products created by others. Man has found that, through the process of voluntary, mutual exchange, the productivity and hence the living standards of all participants in exchange may increase enormously. The only «natural» course for man to survive and to attain wealth, therefore, is by using his mind and energy to engage in the production-and-exchange process. He does this, first, by finding natural resources, and then by transforming them (by «mixing his labor» with them, as Locke puts it), to make them his individual property, and then by exchanging this property for the similarly obtained property of others. The social path dictated by the requirements of man’s nature, therefore, is the path of «property rights» and the «free market» of gift or exchange of such rights. Through this path, men have learned how to avoid the «jungle» methods of fighting over scarce resources so that A can only acquire them at the expense of B and, instead, to multiply those resources enormously in peaceful and harmonious production and exchange.
The great German sociologist Franz Oppenheimer pointed out that there are two mutually exclusive ways of acquiring wealth; one, the above way of production and exchange, he called the «economic means.» The other way is simpler in that it does not require productivity; it is the way of seizure of another’s goods or services by the use of force and violence. This is the method of one-sided confiscation, of theft of the property of others. This is the method which Oppenheimer termed «the political means» to wealth. It should be clear that the peaceful use of reason and energy in production is the «natural» path for man: the means for his survival and prosperity on this earth. It should be equally clear that the coercive, exploitative means is contrary to natural law; it is parasitic, for instead of adding to production, it subtracts from it. The «political means» siphons production off to a parasitic and destructive individual or group; and this siphoning not only subtracts from the number producing, but also lowers the producer’s incentive to produce beyond his own subsistence. In the long-run, the robber destroys his own subsistence by dwindling or eliminating the source of his own supply. But not only that; even in the short-run, the predator is acting contrary to his own true nature as a man.
We are now in a position to answer more fully the question: what is the State? The State, in the words of Oppenheimer, is the «organization of the political means»; it is the systematization of the predatory process over a given territory. For crime, at best, is sporadic and uncertain; the parasitism is ephemeral, and the coercive, parasitic lifeline may be cut off at any time by the resistance of the victims. The State provides a legal, orderly, systematic channel for the predation of private property; it renders certain, secure, and relatively «peaceful» the lifeline of the parasitic caste in society. Since production must always precede predation, the free market is anterior to the State. The State has never been created by a «social contract»; it has always been born in conquest and exploitation. The classic paradigm was a conquering tribe pausing in its time-honored method of looting and murdering a conquered tribe, to realize that the time-span of plunder would be longer and more secure, and the situation more pleasant, if the conquered tribe were allowed to live and produce, with the conquerors settling among them as rulers exacting a steady annual tribute. One method of the birth of a State may be illustrated as follows: in the hills of southern «Ruritania,» a bandit group manages to obtain physical control over the territory, and finally the bandit chieftain proclaims himself «King of the sovereign and independent government of South Ruritania»; and, if he and his men have the force to maintain this rule for a while, lo and behold! a new State has joined the «family of nations,» and the former bandit leaders have been transformed into the lawful nobility of the realm.”
MURRAY NEWTON ROTHBARD, The Anatomy of the State, in ID., Egalitarianism as a Revolt Against Nature and Other Essays, with an Introduction by David Gordon,  The Ludwig von Mises Institute, Auburn – Alabama 2000 (First Edition 1974), 3, ‘What the State Is’, pp. 57 – 61. 

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