domenica 21 settembre 2014

Friedrich Hölderlin. All’Uno è congiunto l’amore


L'Unico

Ma all’Uno è congiunto
l’amore. Questa volta
davvero il canto è troppo
venuto dal mio cuore.
Ma certo farò ammenda dell’errore
Quando canterò di altri ancora.
Non colgo mai come bramo
la misura. Ma Dio sa quando
verrà ciò che brama, ed è il Meglio.
Perché quando il maestro
camminò sulla terra,
aquila prigioniera,

e molti che lo videro
furono atterriti,
mentre il Padre compì
ciò che più gli è esterno
e il Meglio e operò
tra gli uomini schiette opere,
e molto turbato fu anche il Figlio,
a lungo, finché attraverso l’aria
risalì verso il cielo:
come lui prigioniera
è l’anima degli Eroi,
e anche i poeti
che sono dello spirito
debbono essere del mondo.

FRIEDRICH HÖLDERLIN (1770 – 1843), “L’Unico” (1801), Prima stesura (versi conclusivi), in ID., “Le liriche”, a cura, introduzione e trad. di Enzo Mandruzzato, Adelphi, Milano 1993 (I ed. 1977), VII. ‘Inni e frammenti’, pp. 647 e 649.



Markus Lüpertz (1941), “Ritter Hölderlin und Heine im Schwertkampf” (“Il Cavaliere Hölderlin e Heine in combattimento con la spada” 1984), olio su tela, 250 X 170. UBS Art Collection, Zürich.
Der Einzige

Es hänget aber an Einem
Die Liebe. Diesesmal
Ist nämlich vom eigenen Herzen
Zu sehr gegangen der Gesang,
Gut machen will ich den Fehl,
Wenn ich noch andere singe.
Nie treff ich, wie ich wünsche,
Das Maß. Ein Gott weiß aber,
Wenn kommet, was ich wünsche, das Beste.
Denn wie der Meister
 Gewandelt auf Erden,
Ein gefangener Aar,

Und viele, die
Ihn sahen, fürchteten sich,
Dieweil sein Äußerstes tat
Der Vater und sein Bestes unter
Den Menschen wirkete wirklich,
Und sehr betrübt war auch
Der Sohn so lange, bis er
Gen Himmel fuhr in den Lüften,
Dem gleich ist gefangen die Seele der Helden.
Die Dichter müssen auch
Die geistigen weltlich sein.

FRIEDRICH HÖLDERLIN, “Der Einzige”, Erste Fassung, in op. cit., VII, pp. 646 – 648.

Nessun commento:

Posta un commento