domenica 22 febbraio 2015

Eugenio Montale. La mente che decide e si determina



Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale
siccome i ciottoli che tu volvi,
mangiati dalla salsedine;
scheggia fuori dal tempo, testimone
di una volontà fredda che non passa.
Altro fui: uomo intento che riguarda
in sé, in altrui, il bollore
della vita fugace uomo che tarda
all’atto, che nessuno, poi, distrugge.
Volli cercare il male
che tarla il mondo, la piccola stortura
d’una leva che arresta
l’ordigno universale; e tutti vidi
gli eventi del minuto
come pronti a disgiungersi in un crollo.
Seguìto il solco di un sentiero m’ebbi
l’opposto in cuore, col suo invito; e forse
m’occorreva il coltello che recide,
la mente che decide e si determina.
Altri libri occorrevano
a me, non la tua pagina rombante.
Ma nulla so rimpiangere: tu sciogli
ancora i groppi interni col tuo canto.
Il tuo delirio sale agli astri ormai.

EUGENIO MONTALE (1896 – 1981), “Avrei voluto sentirmi scabro ed essenziale”, da Ossi di seppia, Mondadori, Milano 1958 (VIII ed., I ed. Piero Gobetti, Torino 1925), Mediterraneo (1924), VII, pp. 81 – 82.



Eugenio Montale, Spiaggia (1964, firmato Eusebio), tecnica mista su carta, 28 x 22, in Diario dell’ex Versilia, album formato da 21 carte. Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze.
                                                                   

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