giovedì 14 gennaio 2016

Eugenio Montale. Spenta l'identità. Solo l'identità regge il mondo



Spenta l’identità
si può essere vivi
nella neutralità
della pigna svuotata dei pinòli
e ignara che l’attende il forno.
Attenderà forse giorno dopo giorno
senza sapere di essere se stessa.

Eugenio Montale, Roccolo (1971), tecnica mista su carta, 9 x 13.8. Collezione privata.

Ma ora
se mi rileggo penso che solo l’identità
regge il mondo, lo crea e lo distrugge
per poi rifarlo sempre più spettrale
e in conoscibile. Resta lo spiraglio
del quasi fotografico pittore ad ammonirci
che se qualcosa fu non c’è distanza
tra il millennio e l’istante, tra chi apparve
e non apparve, tra che visse e chi
non giunse al fuoco del suo cannocchiale. È poco
e forse è tutto.

EUGENIO MONTALE (1896 – 1981), Spenta l’identità (4 Giugno 1977) e Miraggi (20 giugno 1977), da Quaderno di quattro anni, a cura di Alberto Bertoni e Guido Mattia Gallerani, con uno scritto di Cesare Garboli e un saggio di Giorgio Orelli, Mondadori, Milano 2015 (I edizione «Oscar Poesia del Novecento», I edizione «Lo Specchio», Mondadori 1977. Il testo qui riprodotto è quello stabilito in Id., L’opera in versi, edizione critica a cura di Rosanna Bettarini e Gianfranco Contini Einaudi, Torino 1980), n. 109, pp. 325 e n. 110, p. 328.

Nessun commento:

Posta un commento