domenica 3 aprile 2016

Oliver Sacks. Quello stato di serenità apparente raggiunto dall’assenza di ogni speranza


Alcuni malati avevano raggiunto uno stato di gelida assenza di ogni speranza che era prossimo alla serenità; un’assenza di speranza del tutto giustificata allora, non esistendo ancora la L-dopa*; sapevano di essere condannati e lo accettavano con tutto il coraggio e l’equanimità di cui erano capaci. Altri pazienti (ma forse in qualche misura tutti, quale che fosse la loro serenità apparente) provavano un risentimento feroce e impotente: erano stati defraudati dei migliori anni della loro vita, erano consumati dal senso del tempo perduto, sprecato, e bramavano senza posa un duplice miracolo: non soltanto una cura per la loro malattia, ma un indennizzo per la vita perduta. Volevano riavere il tempo perduto, volevano essere magicamente riportati nel pieno della giovinezza e della vigoria.

OLIVER SACKS (1933 – 2015), Risvegli (1973), traduzione di Andrea Salmaggi, Adelphi, Milano 2009 (VI ed. «Gli Adelphi», I ed. «Gli Adelphi», 1995, I ed. 1987), Prologo, La vita al Mount Carmel, p. 63.

                                             
Penny Marshall (1943), Risvegli (Awakenings U.S.A. 1990). Soggetto: Oliver Sacks, Awakenings (1973). Sceneggiatura: Steven Zaillian. Fotografia: Miroslav Ondricek. Montaggio: Battle Davis, Gerald B. Greenberg. Musiche: Randy Newman. Scenografia: Anton Furst. Costumi: Cynthia Flynt. Effetti speciali: Tony Parmelee. Con Robert De Niro: Leonard Lowe, Robin Williams: dottor Malcolm Sayer (Oliver Sacks), Julie Kavner: Eleanor Costello,Ruth Nelson: Signora Lowe, John Heard: dottor Kaufman, Penelope Ann Miller: Paula, Alice Drummond: Lucy, Judith Malina: Rose, Keith Diamond: Anthony, Max von Sydow: dottor Peter Ingham, Peter Stormare: neurochirurgo.

Some of these patients had achieved a state of icy hopelessness akin to serenity: a realistic hopelessness, in those pre-dopa days: they knew they were doomed, and they accented this with all the courage and equanimity they could muster. Other patients (and, perhaps, to same extent, all of these patients, whatever their surface serenity) had a fierce and impotent sense of outrage: they had been swindled out of the best years of life; they were consumed by the sense of time lost, time wasted; and they yearned incessantly for a twofold miracle – not only a cure for their sickness, but an indemnification for the loss of their lives. They wanted to be given back the time they had lost, to be magically replaced in their youth and their prime.
OLIVER SACKS (1933 – 2015), Awakenings (Duckworth & Co., London 1973), Vintage Book-Random House, New York 1999, Prologue, Life at Mount Carmel, p. 27.

Nessun commento:

Posta un commento