domenica 16 ottobre 2016

Edgar Allan Poe. Così l’uomo è individaulizzato


P. [me stesso] «Ma in tutto ciò, nella identificazione di pura materia con Dio, non c'è un che di irriverente?» (Fui costretto a ripetere questa domanda prima che il paziente mesmerizzato ne comprendesse pienamente il significato).
V. [Vankirk, il paziente] «Può dirmi perché la materia dovrebbe essere meno rispettata della mente? Lei dimentica che la materia di cui parlo è proprio “la menteˮ o “lo spiritoˮ delle scuole, per quanto attiene le sue capacità superiori e contemporaneamente è la “materiaˮ di queste stesse scuole. Dio, con tutti i poteri attribuiti allo spirito è in sostanza la sublimazione della materia.»
P. «Lei asserisce, dunque, che la materia imparticolata, in moto, è il pensiero?»
V. «In generale, questo moto è il pensiero universale della mente universale. Questo pensiero crea. Tutte le cose create sono quindi pensieri di Dio.»
P. «Lei dice “in generaleˮ.»
V. «Sì. La mente universale è Dio. Per nuove individualità è necessaria la materia
P. «Ma ora lei parla di “menteˮ e di “materiaˮ come fanno i metafisici.»
V. «Sì... per evitare confusione. Quando dico “menteˮ intendo materia imparticolata, materia ultima; per "materia" intendo tutte le altre forme."
P. «Stava dicendo “per nuove individualità è necessaria la materiaˮ.»
V. «Sì, perché la mente incorporea è semplicemente Dio. Per creare individualità, esseri pensanti, è stato necessario incarnare parti della mente divina. Così l’uomo è individualizzato. Spogliato della veste corporea, era Dio. Ora il moto particolare delle particelle incarnate della materia imparticolata è il pensiero dell'uomo; così come il moto del tutto è quello di Dio.»
P. «Dice che, spogliato del corpo, l’uomo sarà Dio?»
V. (Dopo molta esitazione). «Non posso aver detto questo; è unʼassurdità.»
P. (Leggendo il contenuto dei miei appunti). «Lei ha detto che “spogliato della sua veste corporea lʼuomo era Dioˮ.» 
V. «E questo è vero. L’uomo così spogliato sarebbe Dio... Sarebbe non individualizzato. Ma non può mai essere così spogliato... per lo meno non lo sarà mai... altrimenti dobbiamo immaginare unʼazione di Dio che ritorna su se stessa... Unʼazione senza scopo, futile. Lʼuomo è una creatura. Le creature sono pensieri di Dio. E la natura del pensiero che è irrevocabile.» 

EDGAR ALLAN POE (1809 – 1849), Rivelazione mesmerica (1844), in Id., Tutti i racconti, le poesie e le «Avventure di Gordon Pym», introduzione di Tommaso Piasanti, traduzione di Isabella Donfrancesco, Newton Compton 2006 (II ed., I ed. 2009), p. 83.




P. But, in all this, in this identification of mere matter with God, is there nothing of irreverence? [I was forced to repeat this question before the sleep-waker fully comprehended my meaning.]
 V. Can you say why matter should be less reverenced than mind? But you forget that the matter of which I speak is, in all respects, the very mindˮ or spiritˮ of the schools, so far as regards its high capacities, and is, moreover, the matterˮ of these schools at the same time. God, with all the powers attributed to spirit, is but the perfection of matter.
P. You assert, then, that the unparticled matter, in motion, is thought?
V. In general, this motion is the universal thought of the universal mind. This thought creates. All created things are but the thoughts of God.
P. You say, in general.ˮ
V. Yes. The universal mind is God. For new individualities, matter is necessary.
P. But you now speak of mindˮ and matterˮ as do the metaphysicians.
V. Yes — to avoid confusion. When I say mind,ˮ I mean the unparticled or ultimate matter; by matterˮ, I intend all else.
P. You were saying that for new individualities matter is necessary.ˮ
V. Yes; for mind, existing unincorporate, is merely God. To create individual, thinking beings, it was necessary to incarnate portions of the divine mind. Thus man is individualized. Divested of corporate investiture, he were God. Now, the particular motion of the incarnated portions of the unparticled matter is the thought of man; as the motion of the whole is that of God.
P. You say that divested of the body man will be God?
V. (After much hesitation.) I could not have said this; it is an absurdity.
P. (Referring to my notes.) You did say that divested of corporate investiture man were God.ˮ
V. And this is true. Man thus divested would be God — would be unindividualized. But he can never be thus divested — at least never will be — else we must imagine an action of God returning upon itself — a purposeless and futile action. Man is a creature. Creatures are thoughts of God. It is the nature of thought to be irrevocable. 

EDGAR ALLAN POE, Mesmeric Revelation, in  «Columbian Lady’s and Gentleman’s Magazine», edited by John Inmam, Israel Post, New York 1844, volume II., August (pp. 67 – 70), p. 69.

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