domenica 9 ottobre 2016

Sofocle. Non esiste male maggiore dell’anarchia



“ CREONTE […]   Ma se lascerò crescere nel disordine chi mi è consanguineo per nascita, certo renderò tali anche gli estranei: chiunque agisce rettamente in privato, apparirà giusto anche nella cosa pubblica. Chi invece prevaricando fa violenza alle leggi, oppure intende dare ordini a chi regna, costui non può trovare approvazione da parte mia. Ma a chi la città ha scelto per capo bisogna obbedire pure nelle piccole cose, siano giuste o no. E un tale uomo sono sicuro che comanderebbe bene e sarebbe disposto a obbedire, e nel turbine della battaglia rimarrebbe fermo al suo posto, fedele e valente compagno. Non esiste male maggiore dell’anarchia: essa distrugge la città, sovverte le famiglie, rompe e volge in fuga l’esercito in battaglia; ma fra i vittoriosi la disciplina salva la maggior parte delle vite. Così bisogna difendere l’ordine.”


SOFOCLE (497-496 – 406 a.C.), Antigone (prima rappresentazione 442 a.C., Teatro di Dioniso, Atene), introduzione di Dario Del Corno, traduzione di Raffaele Cantarella, note e commento di Marina Cavalli (Mondadori 1982), in Id., Le tragedie, Mondadori, Milano 2007 (I ed.), Terzo episodio, pp. 137 e 139.




ΚΡΕΩΝ
[…]
εἰ γὰρ δὴ τά γ᾽ ἐγγενῆ φύσει
ἄκοσμα θρέψω, κάρτα τοὺς ἔξω γένους
ἐν τοῖς γὰρ οἰκείοισιν ὅστις ἔστ᾽ ἀνὴρ
χρηστός, φανεῖται κἀν πόλει δίκαιος ὤν.
ὅστις δ᾽ ὑπερβὰς ἢ νόμους βιάζεται
ἢ τοὐπιτάσσειν τοῖς κρατύνουσιν νοεῖ,
οὐκ ἔστ᾽ ἐπαίνου τοῦτον ἐξ ἐμοῦ τυχεῖν.
ἀλλ᾽ ὃν πόλις στήσειε τοῦδε χρὴ κλύειν
καὶ σμικρὰ καὶ δίκαια καὶ τἀναντία.
καὶ τοῦτον ἂν τὸν ἄνδρα θαρσοίην ἐγὼ
καλῶς μὲν ἄρχειν, εὖ δ᾽ ἂν ἄρχεσθαι θέλειν,
δορός τ᾽ ἂν ἐν χειμῶνι προστεταγμένον
μένειν δίκαιον κἀγαθὸν παραστάτην.
ἀναρχίας δὲ μεῖζον οὐκ ἔστιν κακόν.
αὕτη πόλεις ὄλλυσιν, ἥδ᾽ ἀναστάτους
οἴκους τίθησιν, ἥδε συμμάχου δορὸς
τροπὰς καταῤῥήγνυσι· τῶν δ᾽ ὀρθουμένων
σῴζει τὰ πολλὰ σώμαθ᾽ ἡ πειθαρχία.
οὕτως ἀμυντέ᾽ ἐστὶ τοῖς κοσμουμένοις


ΣΟΦΟΚΛΕΟΥΣ Ἀντιγόνη, testo greco tratto da Sophoclis fabulae, a cura di Alfred Chilton Pearson, Oxford University Press, Oxford 1924 (ristampa con correzioni 1975), in op. cit., vv. 659 – 677, pp. 136 e 138.

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