giovedì 3 novembre 2016

Umberto Eco. Le conoscenze matematiche sono proposizioni costruite dal nostro intelletto


“Allora andiamo a prendere la pietra di Severino, e un vaso, e dell’acqua, e un sugero…ˮ
“Piano, piano,ˮ disse Guglielmo. “Non so perché, ma non ho mai visto una macchina che, perfetta nella descrizione dei filosofi poi sia perfetta nel suo funzionamento meccanico. Mentre la roncola di un contadino, che nessuna filosofia ha mai descritto, funziona come si deve… Ho paura che a girare per il labirinto con un lume in una mano e un vaso pieno d’acqua nell’altra… Aspetta, mi viene un’altra idea. La macchina segnerebbe settentrione anche se fossimo fuori dal labirinto, è vero?ˮ
   “Sì, ma a quel punto non ci servirebbe perché il sole e le stelle…ˮ dissi.
   “Lo so, lo so. Ma se la macchina funziona dia fuori sia dentro, perché non dovrebbe essere così anche per la nostra testa?ˮ
   “La nostra testa? Certo che essa funziona anche fuori, e infatti da fuori sappiamo benissimo quale sia l’orientamento dell’Edificio! Ma è quando siamo dentro che non capiamo più niente!ˮ
“Appunto. Ma dimentica ora la macchina. Il pensare alla macchina mi ha indotto a pensare alle leggi naturali e alle leggi del nostro pensiero. Ecco il punto: dobbiamo trovare da fuori un modo di descrivere l’Edificio come è da dentro…ˮ
“E come?ˮ
“Lasciami pensare, non deve essere così difficile…ˮ
“E il metodo di cui dicevate ieri? Non volevate percorrere il labirinto facendo segni col carbone?ˮ
“No,ˮ disse, “più ci penso, meno mi convince. Forse non riesco a ricordare bene la regola, o forse per girare in un labirinto bisogna avere una buona Arianna che ti attende al la porta tenendo il capo di un filo. Ma non esistono fili così lunghi. E anche se esistessero, ciò significherebbe (spesso le favole dicono la verità) che si esce da un labirinto solo con un aiuto esterno. Dove le leggi dell'esterno siano uguali alle leggi dell'interno. Ecco, Adso, useremo le scienze matematiche. Solo nelle scienze matematiche, come dice Averroè, si identificano le cose note per noi e quelle note in modo assoluto.ˮ
“Allora vedete che ammettete delle conoscenze universali”. 
“Le conoscenze matematiche sono proposizioni costruite dal nostro intelletto in modo da funzionare sempre come vere, o perché sono innate o perché la matematica è stata inventata prima delle altre scienze. E la biblioteca è stata costruita da una mente umana che pensava in modo matematico, perché senza matematica non fai labirinti. E quindi si tratta di confrontare le nostre proposizioni matematiche con le proposizioni del costruttore, e di questo confronto si può dare scienza, perché è scienza di termini su termini. E in ogni caso smettila di trascinarmi in discussioni di metafisica. Che diavolo ti ha morso oggi?

UMBERTO ECO (1932 – 2016), Il nome della rosa, Bompiani, Milano 1987 (XIX ed., I ed. 1980), Terzo Giorno, VESPRI Dove si parla ancora con l’Abate, Guglielmo ha alcune idee mirabolanti per decifrare l’enigma del labirinto, e ci riesce nel modo più ragionevole. Poi si mangia il casio in pastelletto, pp. 218 – 219.





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