giovedì 1 dicembre 2016

Guido Ceronetti. Finché si aspetta un evento impossibile


Aspetto Qualcuno, e questo ti dica quanto io viva tra il lucido e l’estatico: Qualcuno che sia un inviato dall’Alto, un Veltro, un redentore la cui luce brilli nelle tenebre… finché si aspetta un evento impossibile, veleni e pistole restano nell’armadio… Ti assicuro che non ne tengo, in casa, eccetto un po’ di varecchina, che mi ricorda l’acqua potabile; dovrei faticare per procurarmeli… Ma motivi ideali per uscire da questa morta vita sono un sollievo e un riparo, una specie di capitale in una banca sicura: si sa che basta uno scarabocchio per riaverli tutti in un colpo. Li vado, per ora, accumulando e ogni tanto passo allo sportello,    che non è blindato. Del resto, non mancano molti anni: posso anche, invece di radermi da solo, aspettare che mi faccia cenno il barbiere dalla bottega. 

GUIDO CERONETTI (1927), Pensieri del tè, Adelphi, Milano settembre 1987 (II ed., I ed. giugno 1987), p. 66.



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