domenica 25 dicembre 2016

Ludovico Ariosto. Quel che conviensi a cavalliero errante



« Se sei (dicea) sí ardito e sí cortese,
Come ben mostri l’uno e l’altro in vista,
Mi vendica, per Dio, di chi mi prese
Il mio signore, e mi fa gir sì trista;
O consigliami almeno in che paese
Possa io trovare un ch’a colui resista,
E sappia tanto d’arme e di battaglia,
Che ’l fiume e ’l ponte al Pagan poco vaglia.

Oltre che tu farai quel che conviensi
Ad uom cortese e a cavalliero errante,
In beneficio il tuo valor dispensi
Del più fedel d’ogni fedele amante.
De l’altre sue virtù non appertiensi
A me narrar, che sono tante e tante,
Che chi non n’ha notizia, si può dire
Che sia del veder privo e de l’udire ».



LUDOVICO ARIOSTO (1474 – 1533), Orlando furioso (prima edizione Giovanni Mazocco dal Bondeno, Ferrara 1516; seconda edizione Giovanni Battista da la Pigna, Milano 1521; terza edizione, e ultima curata dall’Autore, Francesco Rosso da Valenza, Ferrara 1532), edizione integra su carta india, introduzione, testo, argomenti, indice copiosissimo a cura di Nicola Zingarelli, Ulrico Hoepli, Milano 1973 (settima edizione, prima edizione 1934), Canto trentesimoquinto, 36 – 37, p. 379, c. II.




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