giovedì 5 gennaio 2017

Benedetta Craveri. Perseguire fino in fondo la coerenza del ragionamento


In nome dell’esprit, Madame de Lambert aveva accolto a casa sua, su un piano di uguale dignità, aristocratici e uomini di lettere, invitando a dimenticare per qualche ora le differenze sociali; nel salotto di Madame de Tencin, al contrario, il primato conferito all’intelligenza rendeva automaticamente incongrue tali differenze.
      Pur essendo decisi fautori dell’ordine e dell’autorità, e quantunque si guardassero bene dal manifestare in pubblico il loro scetticismo filosofico, i frequentatori del salotto di rue Saint-Honoré, incoraggiati dalla padrona di casa e garantiti dalla complicità del cercle, non avevano altra preoccupazione se non quella d perseguire fino in fondo la coerenza del loro ragionamento, quale che ne fosse l’approdo. Ed era in primo luogo grazie alla curiosità, alla spregiudicatezza, all’agilità mentale di Madame de Tencin che prendeva l’avvio quell’avventura intellettuale destinata a rivelarsi così insidiosa per l’intero ordine costituito. 

BENEDETTA CRAVERI (1942), La civiltà della conversazione, Adelphi, Milano 2001 (prima edizione), XV. Madame de Tencin: l’avventura dei Lumi, p. 397.


Jean Guynier (1630 – 1707), ritratto di Alexandrine Guérin de Tencin (Marchesa de Tencin, Baronessa di Saint-Martin de l’Isle de Ré 1681 – 1749), , olio su tela, 77 x 62. Musée dauphinois, Grenoble.


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