domenica 1 gennaio 2017

Carlo Emilio Gadda. Una doverosa coerenza fra lo immaginare e l’agire


         
       La folle, selvatica strada disegnò i muscoli dei potenti cavalli; gli artiglieri fecero forza alle ruote. Sulle groppe piatte e piene andarono tempestose legnate. «Tira Gorgo! Tira broccone!»
       La strada era molto carogna.
       Il pezzo non si muoveva. Non è possibile alle ruote valicare gradini acutangoli: occorre chiamarle con inviti e blandizie. Ma i soldati sbadigliavano dal sonno sotto il torrido mezzogiorno. Facevano forza, ma non volevano pensare, perché dover pensare e risolvere costa piú che fare una fatica da manzi.
       Intanto, per ordine del generale, le altre pariglie erano state mandate avanti. Solo Gorgo e Tubone dovevano tirare: questo era il loro dovere. Né vi si rifiutavano: anzi, erano solerti nella volontà di adempimento. Ma gli uomini sembrava loro che fossero un po’ ottusi, un po’ stanchi: forse era il gran sole. Gorgo allora, anche per consiglio del compagno, decise di ridestarli e di ammonirli, richiamandoli a una doverosa coerenza fra lo immaginare e l’agire, fra i facili comandi dell’anima e l’indugio pesante della realtà. 


CARLO EMILIO GADDA (1893 – 1973), La Madonna dei Filosofi (prima edizione, Edizioni di «Solaria», Firenze 1931), Nota di Ernesto Ferrero, Einaudi, Torino 1973 (prima edizione Einaudi 1955), Teatro, Manovre di artiglieria da campagna, pp. 36 – 37.



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