domenica 28 maggio 2017

Anacreonte. Ossessione di morte


Ritratto virile su erma (cosiddetto Anacreonte), I-II secolo d.C., marmo greco. Officina romana, sala 33, ritratti greci. Galleria degli Uffizi, Firenze.

Ingrigite tempie, ormai,
e testa candida.
L’incanto del mio tempo in fiore
non è più qui, coi denti che si sfanno:
spazio di leggeri giorni non ne resta
molto, ormai.
E io lagrimo, per questo
– quante volte – e ho dentro fissa
ossessione di Morte: l’abisso del Nulla
nero spaventa, è tortura la china
che scende. È compiuto:
discesa che non ha resurrezione. 


ANACREONTE (570 a.C. circa – 485 a.C.), in Lirici greci. Saffo Alceo Anacreonte, a cura, introduzione e traduzione di Ezio Savino, Quaderni della Fenice 100, Guanda, Milano 1983 (I edizione), Libro III 36, p. 141.


Thanatos come giovane alato con spada. Colonna tamburo dal tempio di Artemide, Efeso. Altezza 1.84 m., diametro 1.97 m., circa320 b.C. British Museum, Londra.



Πολιοί μὲν ἡμὶν ἤδη
κρόταφοι κάρη τε λευκόν,
χαρίεσσα δ’ ουκέτι ήβη
πάρα, γηραλέοι δ’ οδόντες·
γλυκερού δ’ ουκέτι πολλός
        βιότου χρόνου λέλειπται.
διά ταύτ’ ανασταλύζω
θαμὰ Τάρταρον δεδοικώς·
Ἀίδεω γὰρ ἐστι δεινός
μυχός, ἀργαλέη δ’ ἐς αὐτόν
κάτοδος· και γὰρ ἑτοῖμον
        καταβάντι μὴ ἀναβῆναι.

ΑΝΑΚΡΕΟΝΤΟΣ Μελών Γ, 36, in op. cit., p. 140.  

Nessun commento:

Posta un commento