giovedì 18 maggio 2017

Charles Dickens. L’istinto di cui abbiamo bisogno



«Ma», proseguì Gradgrind lentamente, con voce esitante, «se trovo buone ragioni per diffidare di me stesso nel passato, Louisa, dovrei diffidare di me stesso anche nel presente e nel futuro. E, per essere franco con te, è proprio così. Non importa quello che pensavo soltanto ieri a quest’ora; in questo momento non sono affatto convinto di essere adatto a ricevere la fiducia che riponi in me, di sapere accogliere l’appello che ieri mi hai rivolto, dopo essere tornata a casa per farlo, di possedere l’istinto – supponiamo per il momento che esista una qualità di tal natura – che serve ad aiutarti e a rimetterti in piedi, figlia mia».
Louisa si era girata sul cuscino e teneva il volto contro il braccio tanto che il padre non poteva vedere la sua espressione. Furore e passione si erano spenti in lei; ma, nonostante quella maggiore pacatezza, non riusciva a piangere. Il mutamento più, avvenuto nell’animo di suo padre era proprio quello: sarebbe stato lieto di vederla il lacrime.
«Alcuni pensano», prosegui lui, sempre esitante, «che esista una saggezza della mente e una saggezza del cuore. Non ci credevo, ma, come ho già detto, ora diffido di me stesso, ho creduto che la mente bastasse. Forse non è così; come potrei affermare, questa mattina, che invece è così! Se quell’altro genere di saggezza dovesse essere proprio quello che ho trascurato e se dovesse essere l’istinto quello di cui abbiamo bisogno, Louisa…».  


CHARLES DICKENS (1812 – 1870), Tempi difficili (1854), introduzione di Piergiorgio Bellocchio, traduzione di Gianna Lonza, Garzanti, Milano 2014 (XXIV edizione, VI edizione – nuova traduzione, I edizione 1977), Libro terzo L’ammasso, I Un’altra cosa necessaria, pp. 231 – 232.


But,” said Mr. Gradgrind, slowly, and with hesitation, as well as with a wretched sense of happiness, “if I see reason to mistrust myself for the past, Louisa, I should also mistrust myself for the present and the future. To speak unreservedly to you, I do. I am far from feeling convinced now, however differently I might have felt only this time yesterday, that I am fit for the trust you repose in me; that I know how to respond to the appeal you have come home to make to me; that I have the right instinct - supposing it for the moment to be some quality of that nature - how to help you, and to set you right, my child.”
She had turned upon her pillow, and lay with her face upon her arm, so that he could not see it. All her wildness and passion had subsided; but, though softened, she was not in tears. Her father was changed in nothing so much as in the respect that he would have been glad to see her in tears.
“Some persons hold,” he pursued, still hesitating, “that there is a wisdom of the Head, and that there is a wisdom of the Heart. I have not supposed so; but, as I have said, I mistrust myself now. I have supposed the Head to be all-sufficient. It may not be all-sufficient; how can I venture this morning to say it is! If that other kind of wisdom should be what I have neglected, and should be the instinct that is wanted, Louisa – 


CHARLES DICKENS, Hard Times. For these times, Bradbury & Evans, London 7 August 1854 (in «Household Words», edited by Charles Dickens, London 1 April 1854 – 12 August 1854), Book The Third. Garnering, Chapter I. Another thing needful, pp. 264 – 265.















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