domenica 15 ottobre 2017

Edgar Allan Poe. Come se la ragione avesse scalzato il pregiudizio dal suo trono una volta per tutte



Che il nostro globo o i suoi abitanti avessero a subire danni dal previsto impatto, era opinione che di ora in ora perdeva terreno tra i saggi, e ad essi si affidò a occhi chiusi la ragione e la fantasia della folla. Era stato dimostrato che la densità del nucleo della cometa era largamente inferiore a quello dei nostri gas più rarefatti, e il passaggio senza danni di un analogo visitatore tra i satelliti di Giove fu un punto su cui molto si insisté e che servì grandemente a calmare il terrore. I teologi, con una energia alimentata dalla paura, insistettero sulle profezie bibliche e le spiegarono al popolo con una chiarezza ed una semplicità mai usate prima d’allora in alcuna circostanza. Fu enfatizzato, con uno spirito tale da rinforzare le convinzioni di chiunque, che la distruzione finale della terra sarebbe avvenuta ad opera del fuoco; e il fatto che le comete non fossero di natura ignea (come tutti ora sapevano) era una verità che, in larga misura, sollevò tutti dal timore della predetta grande calamità. Si noti che i pregiudizi popolari e gli errori del volgo in merito alle pestilenze ed alle guerre  che secondo tali errori sarebbero diretta conseguenza del passaggio delle comete  vennero tutto a un tratto dimenticati. Era come se con uno sforzo improvviso e violento la ragione avesse scalzato il pregiudizio dal suo trono una volta per tutte. L’intelletto più debole aveva acquistato vigore dallo straordinario interesse per l’argomento. 


EDGAR ALLAN POE (1809 – 1849), Conversazione tra Eiros e Charmion (1839), in ID., Tutti i racconti, le poesie e le «Avventure di Gordon Pym», introduzione e nota bibliografica di Tommaso Pisanti, traduzione di Daniela Palladini, Newton Compton, Roma 2016 (II ed., I ed. 2009), Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, (pp. 204 — 207), pp. 205 – 206.



That material injury to our globe or to its inhabitants would result from the apprehended contact, was an opinion which hourly lost ground among the wise; and the wise were now freely permitted to rule the reason and the fancy of the crowd. It was demonstrated, that the density of the comet's nucleus was far less than that of our rarest gas; and the harmless passage of a similar visitor among the satellites of Jupiter was a point strongly insisted upon, and which served greatly to allay terror. Theologists, with an earnestness fear-enkindled, dwelt upon the biblical prophecies, and expounded them to the people with a directness and simplicity of which no previous instance had been known. That the final destruction of the earth must be brought about by the agency of fire, was urged with a spirit that enforced everywhere conviction; and that the comets were of no fiery nature (as all men now knew) was a truth which relieved all, in a great measure, from the apprehension of the great calamity foretold. It is noticeable that the popular prejudices and vulgar errors in regard to pestilences and wars — errors which were wont to prevail upon every appearance of a comet — were now altogether unknown. As if by some sudden convulsive exertion, reason had at once hurled superstition from her throne. The feeblest intellect had derived vigor from excessive interest. 


EDGAR ALLAN POE, The Conversation of Eiros and Charmion, in «Burton’s Gentleman’s Magazine», edited by William E. Burton and Edgar A. Poe, Burton, Philadelphia 1839, volume V., from July to December (pp. 321 – 323), p. 322.

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