domenica 29 ottobre 2017

Rainer Maria Rilke. Il tuo albero dell’estasi


Danzatrice, tu che ogni cosa effimera
traducevi nel passo: come sapesti offrirla.
E il vortice finale, questo albero nato dal movimento,
non chiuse intero in sé il ciclo dell'anno?

Non fiorì all’improvviso la sua immobile cima perché intorno
le sciamasse il vibrare tuo di prima?
E non c’era su quella cima il sole,
l’estate, il tuo calore inesauribile?

Ma produsse anche, il tuo albero dell’estasi.
Non sono questi i suoi tranquilli frutti: la brocca che matura
nei giri lievi, e la più tonda maturità del vaso?

E le figure poi: non serbano il disegno
che il tratto oscuro del tuo sopracciglio scrisse
rapido sulla pagina del tuo stesso volteggio? 



RAINER MARIA RILKE (1875 – 1926), Sonetti a Orfeo. Monumento funebre alla memoria di Wera Ouckama Knopp (Castello di Muzot febbraio 1922, I edizione 1923), a cura, introduzione, traduzione e note di Giacomo Cacciapaglia, Studio Tesi, Pordenone 1995 (II ed., I ed. 1990), Parte seconda, XVIII, p. 97.






nzerin: o du Verlegung
alles Vergehens in Gang: wie brachtest duʼs dar.
Und der Wirbel am Schluß, dieser Baum aus Bewegung,
nahm er nicht ganz in Besitz das erschwungene Jahr?

Blühte nicht, daß ihn dein Schwingen von vorhin umschwärme,
plötzlich sein Wipfel von Stille? Und über ihr,
war sie nicht Sonne, war sie nicht Sommer, die Wärme,
diese unzählige Wärme aus dir?

Aber er trug auch, er trug, dein Baum der Ekstase.
Sind sie nicht seine ruhigen Früchte: der Krug,
reifend gestreift, und die gereiftere Vase?

Und in den Bildern: ist nicht die Zeichnung geblieben,
die deiner Braue dunkler Zug
rasch an die Wandung der eigenen Wendung geschrieben? 



RAINER MARIA RILKE, Die Sonette an Orpheus. Geschrieben als ein Grab-Mal für Wera Ouckama Knoop (1922, 1. Auflage Insel, Leipzig 1923), II, XVIII, in op. cit., p. 96. 



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