giovedì 30 novembre 2017

Carlo Emilio Gadda. Un procedere induttivo


       Rispondo: « […] Bisogna riconoscere che il mistero del Peccato Originale non è più mistero dei misteri scientifici. E che proprio la scienza fisica e biologica è il campo dove le persone oneste dovrebbero dire ‘Non se ne vede il fondo’ oppure, se prediligono espressioni popolaresche, ‘Non se ‹ne› capisce un accidente’ invece di dir sempre ‘Si capisce’ con arie cattedratiche, perciocché si sono poste delle comode pseudo-cause a spiegare l’inspiegabile.
      È palese da tutto ciò l’opera storicamente estensiva della conoscenza a cui con mia somma vergogna ho alluso in principio dicendo le pericolose parole: empirismo, induzione, afairesis: la ragione parte dal noto verso l’ignoto e sistema deformandolo continuamente e continuamente integrandolo quel poco noto. Via via che procede pianta le sue tende in luoghi nuovi, e ad ogni stazione dice trionfando: ‘Vedete?’ questa è la mia città! Hic civitas mea. – Ma è una città cui un anelito urge verso ogni oltre, è una zingaresca città. Le cause prime sono ‘fabbricate dalla ragione’ per organizzare via via in sistema la somma delle relazioni reali. La categoria (e ciò avvenne in realtà nel nostro periodo storico, di alcune categorie) è il margine o vivagno provvisorio del tessuto reale. Così la ricamatrice punta con delli spilli il suo ricamo sul tombolo perché non si dissolva, finché lo riprenderà la dimane.»
      Il critico: «Ciò è empirismo: voi riconoscete nella ragione un procedere induttivo.»


CARLO EMILIO GADDA (1893 – 1973), Meditazione milanese (1928, I edizione a cura e introduzione di Gian Carlo Roscioni, Einaudi, Torino 1974), testo curato e nota al testo di Paola Italia (V volume delle «Opere di Carlo Emilio Gadda» Garzanti, Milano 1993), testo stabilito da Gian Carlo Roscioni (Einaudi, Torino 1983), Garzanti, Milano 2002 (I edizione in «Narratori Moderni), Parte seconda I limiti attuali della conoscenza e la molteplicità dei significati del reale. Teoria della deformazione del reale: coinvoluzioni dei sistemi reali, XI L’atomo e l’infinito, p. 103.


Tullio Pericoli (1936), Carlo Emilio Gadda (1988), acquerello e inchiostro su carta, 57 x 38. Collezione privata.







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