giovedì 23 novembre 2017

Percy Bysshe Shelley. Speranza e paura, sorti gemelle in agguato



Non sollevare il velo dipinto che chiama
chi vive Vita: benché di forme irreali istoriato
si trasfiguri solo in quello che vogliamo
credere con colori sparsi a caso – dietro in agguato
ha Paura e Speranza, sorti gemelle, sempre a tessere
le loro ombre sul cupo e cieco baratro.
Conobbi uno che l’aveva sollevato – in cerca,
era tenero il suo cuore, di cose da amare, ma
non ne trovò, ahimè, ne c’era un’offerta
del mondo, una, che potesse approvare.
Passò tra gli sbadati, i tanti, un folgore
In mezzo alle ombre, una macchia lucente
su questa buia scena, uno spirito teso
verso il vero, e come il Predicatore non trovò niente. 


PERCY BYSSHE SHELLEY (1792 – 1822), Sonetto, in ID., Alla notte e altre poesie, nota e traduzione di Gianfranco Palmery, con tre disegni di Nancy Watkins, Il Labirinto – «Tarsie», Roma 2005, p. 19.

Mary Wollstonecraft Godwin Shelley

Lift not the painted veil which those who live
Call Life: though unreal shapes be pictured there,
And it but mimic all we would believe
With colours idly spread, – behind, lurk Fear
And Hope, twin Destinies; who ever weave
Their shadows, oʼer the chasm, sightless and drear.
I knew one who had lifted it – he sought,
For his lost heart was tender, things to love,
But found them not, alas! nor was there aught
The world contains, the which he could approve.
Through the unheeding many he did move,
A splendour among shadows, a bright blot
Upon this gloomy scene, a Spirit that strove
For truth, and like the Preacher found it not. 


PERCY BYSSHE SHELLEY, Sonnet IV. [in Posthumous Poems, Preface by Mary Wollstonecraft Godwin Shelley, John and Henry, London 1824, Miscellaneous Poems, p. 225], in op. cit., p. 18.

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