mercoledì 31 gennaio 2018

Edgar Allan Poe. Tutta la contingenza si nasconde nel futuro. Passato e futuro


Si capirà che sto parlando di coincidenze; nient’altro. Quanto detto, basta. Non ho fede nel soprannaturale. La Natura e Dio sono due, chi sa pensare non può negarlo. Dio ha creato la Natura, e può a Suo Volere governarla ο modificarla. È ancora una volta indiscutibile. Dico «a Suo Volere»; il problema è volere e non, come la follia della logica, ha sostenuto, potere. Non è che la divinità non possa modificare le Sue Leggi, è che noi la offendiamo immaginando una possibile necessità di modificarle. Sono Leggi fatte per abbracciare tutta la contingenza che si nasconde nel futuro. Per Dio tutto è Adesso.
Ripeto che parlo di queste cose solo in quanto coincidenze. Inoltre, da quanto riferisco si vedrà che tra la sorte della sventurata Mary Cecilia Rogers, per quanto se ne sa, e la sorte di una tale Marie Rogêt, fino a un certo momento della sua storia, esiste una coincidenza la cui stupefacente esattezza turba la ragione che la contempla. Dico che tutto ciò si vedrà. Ma non si pensi neanche lontanamente che procedendo nella triste storia di Marie dal momento suddetto e percorrendo il mistero che l’avvolge fino al suo dénouement, io voglia estendere il parallelo, o addirittura insinuare che le misure adottate a Parigi per scoprire l’assassino di una grisette, o misure basate su ragionamenti similari, darebbero risultati similari.
Per quanto riguarda l’ultima parte della supposizione, si dovrà considerare che la più insignificante differenza nei fatti delle due vicende potrebbe dar luogo ai più importanti errori di calcolo, facendo divergere radicalmente le due sequenze di fatti; proprio come in aritmetica un errore che in sé non ha valore, alla fine, moltiplicandosi da un punto all’altro del procedimento, produce un risultato lontanissimo dal vero. Quanto alla prima parte si dovrà tener conto che proprio il Calcolo delle Probabilità cui mi sono attenuto, proibisce con determinazione ferma rigorosa in proporzione a quanto il parallelo è già stato a suo tempo dedotto con esattezza. È uno di quegli enunciati anomali che, in apparenza, si appellano a un intelletto totalmente diverso da quello matematico ma che in realtà solo i matematici capiscono appieno. Niente, per esempio, è più difficile che convincere il lettore medio che se un giocatore di dadi tira due volte di seguito il sei in una partita, questo basta per scommettere con buon margine di sicurezza che il sei non uscirà una terza volta. È suggestione che l’intelletto rifiuta, in genere. Non si capisce come i due lanci conclusi, sepolti nel Passato, possono esercitare un’influenza su un lancio che esiste solo nel Futuro. 



EDGAR ALLAN POE (1809 – 1849), Il mistero di Marie Rogêt. Seguito de “I delitti della Rue Morgue” (1842 – 1843), in ID., Tutti i racconti, le poesie e le «Avventure di Gordon Pym», introduzione e nota bibliografica di Tommaso Pisanti, traduzione di Daniela Palladini, Newton Compton, Roma 2016 (II ed., I ed. 2009), Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore, pp. 294 – 295.



It will be understood that I speak of coincidences and no more. What I have said above upon this topic must suffice. In my own heart there dwells no faith in præter-nature. That Nature and its God are two, no man who thinks, will deny. That the latter, creating the former, can, at will, control or modify it, is also unquestionable. I say “at will”; for the question is of will, and not, as the insanity of logic has assumed, of power. It is not that the Deity cannot modify his laws, but that we insult him in imagining a possible necessity for modification. In their origin these laws were fashioned to embrace all contingencies which could lie in the Future. With God all is Now.
I repeat, then, [that] I speak of these things only as of coincidences. And farther: in what I relate it will be seen that between the fate of the unhappy Mary Cecilia Rogers, so far as that fate is known, and the fate of one Marie Rogêt up to a certain epoch in her history, there has existed a parallel in the contemplation of whose wonderful exactitude the reason becomes embarrassed. I say all this will be seen. But let it not for a moment be supposed that, in proceeding with the sad narrative of Marie from the epoch just mentioned, and in tracing to its dénouement the mystery which enshrouded her, it is my covert design to hint at an extension of the parallel, or even to suggest that the measures adopted in Paris for the discovery of the assassin of a grisette, or measures founded in any similar ratiocination, would produce any similar result.
For, in respect to the latter branch of the supposition, it should be considered that the most trifling variation in the facts of the two cases might give rise to the most important miscalculations, by diverting thoroughly the two courses of events; very much as, in arithmetic, an error which, in its own individuality, may be inappreciable, produces, at length, by dint of multiplication at all points of the process, a result enormously at variance with truth. And, in regard to the former branch, we must not fail to hold in view that the very Calculus of Probabilities to which I have referred, forbids all idea of the extension of the parallel: – forbids  it with a positiveness strong and decided just in proportion as this parallel has already been long-drawn and exact. This is one of those anomalous propositions which, seemingly appealing to thought altogether apart from the mathematical, is yet one which only the mathematician can fully entertain. Nothing, for example, is more difficult than to convince the merely general reader that the fact of sixes having been thrown twice in succession by a player at dice, is sufficient cause for betting the largest odds that sixes will not be thrown in the third attempt. A suggestion to this effect is usually rejected by the intellect at once. It does not appear that the two throws which have been completed, and which lie now absolutely in the Past, can have influence upon the throw which exists only in the Future. 


EDGAR ALLAN POE, The Mystery of Marie Rogêt. A Sequel to “The Murders in the Rue Morgue” in «The Ladies’Companion. A monthly Magazine», by William W. Snowden, New York, Part 1, vol. XVIII, no. 1, November 1842, pp. 15-20, Part 2, vol. XVIII, no. 2, December 1842, pp. 93-99, Part 3, vol. XVIII, no. 4, February 1843, pp. 162-167, Part 3, p. 167, colums 1-2.



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