sabato 13 gennaio 2018

Jorge Luis Borges. L'oscurità è il sangue delle cose ferite


Tramonti


La chiara moltitudine di un ponente
ha esaltato la strada,
la strada aperta come un largo sogno
verso qualsiasi ventura.
La limpida albereta
perde l’ultimo uccello, l’oro ultimo.
La mano lacera di un mendicante
Aggrava la tristezza della sera.

Il silenzio che abita gli specchi
ha forzato il suo carcere.
L’oscurità è il sangue
delle cose ferite.
Nell’incerto occaso
la sera mutilata
fu alcuni poveri colori. 



JORGE LUIS BORGES (1899 – 1986), Tramonti, da Fervore di Buenos Aires (1923), a cura di Domenico Porzio e Hado Lyria, in ID., Tutte le opere (1974), a cura e introduzione di Domenico Porzio, Mondadori – I Meridiani, Milano 1997 (XI edizione, I edizione 1984), volume primo, p. 81.





Atardeceres


La clara muchedumbre de un poniente
ha exaltado la calle,
la calle abierta como un ancho sueño
hacia cualquier azar.
La límpida arboleda
pierde el último pájaro, el oro último.
La mano jironada de un mendigo
agrava la tristeza de la tarde.

El silencio que habita los espejos
ha forzado su cárcel.
La oscuridad es la sangre
de las cosas heridas.
En el incierto ocaso
la tarde mutilada
fue unos pobres colores. 



JORGE LUIS BORGES, Atardeceres, Fervor de Buenos Aires, Imprenta Serrantes, Buenos Aires 1923 (Obras Completas, Émenecé, Buenos Aires 1974), in op. cit., p. 80.

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