domenica 22 aprile 2018

Luigi Pirandello. La soddisfazione sapor d’acqua di mare



Il cavallo e il bue, ho letto una volta in un libro, di cui non ricordo più né il titolo né l’autore, – il cavallo e il bue...
Ma sarà meglio lasciarlo stare, il bue. Citiamo il cavallo soltanto.
Il cavallo, – dunque, – che non sa di dover morire, non ha metafisica. Ma se il cavallo sapesse di dover morire, il problema della morte diventerebbe alla fine, anche per lui, più grave assai di quello della vita.
Trovare il fieno e l’erba è, certo, gravissimo problema. Ma dietro questo problema sorge l’altro: «Perchè mai, dopo aver faticato venti, trenta anni per trovare il fieno e l’erba, dover morire, senza sapere per qual ragione si è vissuto?».
Il cavallo non sa di dover morire, e non si fa di queste domande. All’uomo però, che – secondo la definizione di Schopenhauer – è un animale metafisico (che appunto vuol dire UN ANIMALE CHE SA DI DOVER MORIRE), quella domanda sta sempre davanti.
Ne segue, se non m’inganno, che tutti gli uomini dovrebbero sinceramente congratularsi col cavallo. E tanto più quelli animali metafisici che, malati, per esempio, come me, non solo sanno di dover morire tra breve, ma anche ciò che accadrà in casa loro, dopo la loro morte, e senza potersene adontare. I residui non sono mai limpidi. L’umor vitale agli sgoccioli s’inacidisce vie più, di giorno in giorno, dentro di me. E voglio, riempiendo questi pochi foglietti di carta, procurarmi la soddisfazione sapor d’acqua di mare (soddisfazione che pur non sentirò) di far conoscere a mia moglie, che avevo tutto preveduto. 


LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936), da Il marito di mia moglie (incipit. Prima edizione in «Il Marzocco», Angiolo Orvieto, Tipografia L. Franceschini, Firenze, anno VIII, N. 7. 15 febbraio 1903, prima edizione in libro: in ID., Tutt’e tre, Bemporad, Firenze 1924, settimo gruppo di Novelle per un anno), in ID., Novelle per un anno, edizioni integrali, a cura e introduzione di Sergio Campailla, premesse informative di Italo Borzi, Newton Compton, Roma 2016 (II ed., I ed. 2011), p. 649.







Nessun commento:

Posta un commento