mercoledì 25 aprile 2018

Natalia Ginzburg. La soddisfazione è vanitosa



La soddisfazione, con la felicità, non ha nulla a che vedere. La felicità è infinita, perché comprende anche la disperazione. La soddisfazione esclude la disperazione. Il linguaggio della felicità è universale. Il linguaggio della soddisfazione, privato e personale. La felicità non è vanitosa. La soddisfazione è vanitosa. La felicità non è snob. La soddisfazione è snob, non essendo come la felicità avventata e immemore, ma operando una scelta fra le cose, fra i luoghi, fra le persone, cercando come e dove le sia consentito di sussistere indisturbata. [...] La soddisfazione è opaca, fa contento solo chi la prova, e non manda agli altri né ombra né luce. 


NATALIA GINZBURG (1916 – 1991), La soddisfazione, «Corriere della Sera», 9 giugno 1974, p. 3 (poi in EAD., Vita immaginaria, Mondadori, Milano I novembre 1974 – prima edizione, pp. 94 – 95, e in EAD., Opere raccolte e ordinate dall’Autore, a cura, prefazione e apparati di Cesare Garboli, Mondadori «I Meridiani», Milano 1986-1987 – prima edizione, 2 voll., vol. II (1987), pp. 573 – 574). 













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