domenica 27 maggio 2018

Jorge Luis Borges. L’uomo simboleggia qualcosa di profondamente nascosto nel futuro



In ciascuna delle pagine di L’Âme de Napoléon, libro il cui proposito è decifrare il simbolo Napoleone, considerato come precursore di un altro eroe – uomo e simbolico anche lui – che sta nascosto nel futuro. Basterà citare due passi. Uno: «Ogni uomo è sulla terra per simboleggiare qualcosa che ignora e per realizzare una particella, o una montagna, dei materiali invisibili che serviranno per edificare la Città di Dio». L’altro: «Non c’è sulla terra essere umano capace di affermare chi egli sia, con certezza. Nessuno sa che cosa è venuto a fare in questo mondo, a che cosa corrispondono i suoi atti, i suoi sentimenti, le sue idee, e qual è il suo nome vero, il suo imperituro. Nome nel registro della Luce… La storia è un immenso testo liturgico nel quale le iote e i punti non valgono meno dei versetti o dei capitoli interi, ma l’importanza degli uni e degli altri è indeterminabile e sta profondamente nascosta». 


JORGE LUIS BORGES (1899 – 1986), Lo specchio degli enigmi (1940), da Altre inquisizioni (1952), in ID., Tutte le opere, a cura, traduzione e introduzione di Domenico Porzio, «I Meridiani»-Mondadori, Milano 1997 (XI edizione, I edizione 1984), 2 voll., vol. I, pp. 1022 – 1023.


En cada una de las páginas de L’Âme de Napoleón, libro cuyo propósito es descifrar el símbolo Napoleón, considerado como precursor de otro héroe —hombre y simbólico también— que está oculto en el porvenir. Básteme citar dos pasajes: Uno: “Cada hombre está en la tierra para simbolizar algo que ignora y para realizar una partícula, o una montaña, de los materiales invisibles que servirán para edificar la Ciudad de Dios.” Otro: “No hay en la tierra un ser humano capaz de declarar quién es, con certidumbre. Nadie sabe qué ha venido a hacer a este mundo, a qué corresponden sus actos, sus sentimientos, sus ideas, ni cuál es su nombre verdadero, su imperecedero Nombre en el registro de la Luz… La historia es un inmenso texto litúrgico donde las iotas y los puntos no valen menos que los versículos o capítulos íntegros, pero la importancia de unos y de otros es indeterminable y está profundamente escondida.” 


JORGE LUIS BORGES, El espejo de los enigmas (Revista mensual «Sur», Buenos Aires, no. 66, marzo 1940, pp. 74 – 77), Otras inquisiciones 1937 - 1952 (Sur, Buenos Aires 1952), El Aleph. Otras inquisiciones. El hacedor, Emecé Editores, Buenos Aires 1965, p. 174.



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