mercoledì 1 agosto 2018

Emilio Tadini. La distanza e l’atto d’amore



        In ogni abbraccio, per un attimo, ogni distanza si toglie. È come se, per un attimo, si togliesse la Distanza.

     L’amore, comunque, è immaginare – sognare – il togliersi della Distanza. È immaginare – sognare – di perderci. Non nell’altro, ma con l’altro: in qualche totalità.

     Soltanto perdendoci nell’atto d’amore ci sembra che potremo sperare nella ricomposizione di una totalità. Al di là di ogni separazione. Al di là della distanza. Liberati dalla Distanza. Scampati alla Distanza.

     Forse, nel profondo, magari per un attimo, neanche il piú osceno padrone-nato abbraccia soltanto per possedere.

     Quando nella tensione erotica la forza immateriale del desiderio sembra prendere corpo con violenza, è come se gli amanti si protendessero verso un meraviglioso definitivo – verso qualcosa di sublime che gli sembra vicino, quasi a portata di mano, nel venir meno del sé. Ma, ogni volta, lo scaricarsi della tensione fa provar loro, per un attimo, la dolorosa sensazione di un fallimento. E il sé torna di colpo a pesargli addosso. E si sentono di nuovo posseduti da tutte le distanze. Dalla distanza.

     Nel rapporto sessuale, dopo lo scaricarsi della tensione, dopo il venir meno dell’illusione di una ricomposizione, i corpi separati restano corpi separati. Distanti, letteralmente, uno dall’altro.

     Ma non solo. Il corpo vero dell’altro, con il quale ad ogni amante era sembrato per un attimo di potersi unire in una conclusa compenetrazione («Vengo!» – che vuol dire: «guarda, io sto colmando la distanza che mi separa da te, sto venendo presso di te, a fondermi con te, a liberarmi in te») quel corpo vero, adesso, come se fosse morto in una ennesima separazione, torna, nella distanza, a farsi corpo fantasmatico. Si allontana. Torna a farsi figura. 


EMILIO TADINI (1927 – 2002), La distanza, Einaudi, Torino 1998 (prima edizione), 10., pp. 58 – 59.



Emilio Tadini, Il ballo dei filosofi (1995), trittico, acrilici su tela, 190 × 120 – 200 x 120 – 190 × 120. Collezione privata. 



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